Biografia

BIOGRAFIA

Laura Palestrini inizia a lavorare come decoratrice e restauratrice nel 1987 a Milano, fondando insieme a Stella Filippone e Luciana Monti lo Studio Mimesis. Con loro collabora fino al 1997, partecipando a diverse edizioni della mostra “Arte a Cielo Aperto” in Via Bagutta a Milano, e insegnando pittura, trompe l’oeil e decorazione nei corsi tenuti dalla Regione Lombardia, per l’avviamento professionale e la creazione di nuove attività imprenditoriali femminili in ambito artistico.
Dal ’97 ad oggi, la sua opera si concentra e sviluppa prevalentemente nello studio di forme astratte e quadri materici, realizzati con colori acrilici, smalti, chine, cristalli e sabbia. La sua pittura passa attraverso la fotografia e la danza, dallo studio dei corpi di Mapplethorpe alle coreografie di Pina Baush, nel tentativo continuo di fermare emozioni e sentimenti sulla tela, di cogliere quel frammento di spazio e luce, di energia e dolore che è in tutte le arti, in tutti i corpi e in tutti gli sguardi, ma che solo sulla tela può fermarsi, trasformarsi in colore e prendere vita.

Tra i lavori più rappresentativi dello Studio Mimesis:

Stand Fieristici //
Pitti Casa (Firenze), MACEF (Milano), Fiera dell’Oreficeria (Vercelli).

Trompe l’oeil per showroom //
Sam Vaccaro, Cavallini, Naj Oleari, Bruno Bozzetto.
Mostra per la ristrutturazione del Teatro Carlo Felice (Genova)

Restauri ed encausti //
Palazzo Litta (Milano), Villa Cagnola (Appiano Gentile), Villa Borromeo (Cesano Maderno), Affreschi del Nizzoli (Milano, Stazione Centrale)

PUBBLICAZIONI

‘Corso di Trompe l’oeil’, di Marina Mariani, De Vecchi Editore
Case & Country – Class Edition, Maggio 1996
Abitare – RCS MediaGroup, Dicembre 1995
Casa Vogue – Edizioni Condé Nast, Aprile 1993
Fashion Magazine – Edizioni Ecomarket, Ottobre 1991
Follow Me, Edizione Milano SEA, Aprile 1991

BIOGRAPHY

Laura Palestrini began her activity as decorator and restorer in 1987 in Milan, founding with other two artists Studio Mimesis. They worked together until 1997, taking part in many different art exhibitions in Italy. She also taught painting, trompe l’oeil and decoration to support the start-up of new businesses created by women in the arts. Project supported by EU. From 1997 to now, Laura’s creations focused mainly on the study of abstract shapes and textural paintings, they are made with acrylic colors, enamels, inks, crystals and sands. Her painting its influenced by different arts like photography and dance: from the Mapplethorpe’s study of the bodies to Pina Bausch’s choreographies. The ongoing attempt is to fix emotions and feelings on the canvas, to capture the fragment of space and light, energy and pain, that comes from all the arts, bodies and glances, but only with painting can be fixed, turn into color and brought to life.

Among the most representative works of Studio Mimesis:

Exhibition stands // 
Pitti House (Florence), MACEF (Milan), Fair of Jewelery (Vercelli).

Trompe l’oeil showroom // 
Sam Vaccaro, Cavallini, Naj Oleari, Bruno Bozzetto. 
Exhibits decoration for the new opening of the Teatro Carlo Felice (Genoa) after restoration.

Restorations and encaustic // 
Palazzo Litta (Milan), Villa Cagnola (Appiano Gentile), Villa Borromeo (Cesano Maderno), Nizzoli’s Frescoes (Milan, Railway Central Station)

 

PUBLICATIONS

‘Corso di Trompe l’oeil’, by Marina Mariani, De Vecchi Editore
Case & Country – Class Edition, May 1996
Abitare – RCS MediaGroup, December 1995
Casa Vogue – Edizioni Condé Nast, April 1993
Fashion Magazine – Edizioni Ecomarket, October 1991
Follow Me, Edizione Milano SEA, April 1991

Io, Laura

I quadri di Laura Palestrini esprimono il suo sentire di donna prima ancora che di essere umano: opere che rappresentano un’occasione d’incontro e di relazioni, da diversi anni declinate all’astratto, con un’acuta e decisa coerenza espressiva e sempre di forte suggestione cromatica.

Il Corriere della Sera

Volendo rintracciare intenzionalità e modalità nel lavoro di Laura Palestrini, è necessario arrendersi al fatto che a volte l’opera d’arte riesce a trovare compostezza e armonia anche nel più vivo e indomabile disordine. Laura è una decoratrice della mente, una fauve dall’eleganza dandy, una restauratrice minuziosa di objet trouvé. La sua pratica artistica ha radici negli impulsi emozionali, ma il suo tratto, passando sul supporto materico, viene codificato in un morbido linguaggio astratto e universale, che rende empatico lo sguardo di ogni spettatore, anche il più distratto. Tutta l’opera è un decoro, una resa del bello attraverso linee pure, colori smodati, dove la vita entra nell’opera attraverso i suoi residui più brillanti e assorti: una ricerca sul novecento che va oltre la storia dell’arte e rivive la grande pittura con un occhio contemporaneo.

Clarissa Tempestini

L’arte è un elemento che viaggia col sangue in cerca della ferita aperta, di un passaggio che basti. Chi osserva un’opera, cerca il proprio passaggio e, una volta individuato, lo collega al passaggio dell’artista. Così le emozioni diventano un’appendice dell’opera stessa, tornano alle origini, al brodo primordiale, al proprio sangue. L’arte è un parto sofferto a metà, perché l’altra metà spetta a chi si appropria dell’arte. L’arte è Laura, un corpo che danza in una stanza vuota, con lo scopo di riempire lo spazio, creare il volume, dare forma a luci e ombre. Una danza primitiva coi riflessi del moderno, fotografia in movimento, capace di cambiare sé stessa e raggiungere il tratto desiderato. Laura è ossa, carne e pelle dai colori cangianti, che si assuefanno alla vita e ne rubano i tratti, le gioie e i dolori. Questa è Laura, questa è l’Arte, sorelle che si tengono la mano condividendo la scossa, il tumulto. Primitive e consapevoli, istinto e logica, bianco e nero, materia e astratto.

Francesca Gaudenzi

È la vita che osa, esplora, si trasforma. Così Laura Palestrini cresce nella sua arte, l’amore di sempre, e nel desiderio di aprirsi al mondo come artista e come donna. Si avventura con energia e consapevolezza nello spazio e nell’animo, sperimentando forme espressive che si muovono dal figurativo all’astratto. Sono in particolare le forme astratte che Laura sente più immediate e vicine al suo mondo interiore, capaci di maggiore forza comunicativa e di trovare altre anime che diventeranno compagne di viaggio nel suo racconto. Nella felicità del colore i toni accesi osano. Sfidano il vuoto per catturare attimi unici, intensi, finché improvvisamente la sua storia si tinge di nero e di bianco. Consapevolezza di un Destino ultimo di dolore o piuttosto abbandono alla purezza. Svolta o resa? Rivoluzione dell’animo. Momento decisivo di Conoscenza. Certezza che, nel profondo, anche quel bianco e quel nero sono della stessa sostanza di cui l’animo vive: colore che si trasforma in altro colore. In cerca di altra vita, nuova forma, spazio inesplorato. Questo l’invito di Laura Palestrini. La sua arte vuole essere momento di condivisione, empatia. Un luogo in cui raccontarsi e nel quale chi lo osserva possa sentirsi raccontato e protagonista. Un microcosmo universale e al contempo privato per ciascuno di noi.

Cinzia Lorusso

Le emozioni che ci trasmette un dipinto non sono necessariamente le stesse che ha provato l’artista nel farlo. Ognuno ha un suo dialogo con l’opera. La bellezza di un quadro è determinata da ciò che riesce a comunicare all’osservatore, non importa se la mano è quella di un artista famoso o di uno sconosciuto, di un adulto o di un bambino, tutto quello che conta, e che ha il potere di renderla un’opera d’arte, sono il trasporto e le emozioni che ci avvolgono quando la si contempla, quando si diventa al tempo stesso osservatori e parte del quadro. Ogni forma d’arte deve essere emozione.

Laura Palestrini

Viscerale nel comunicare ed eccezionalmente poliedrica negli stili, Laura Palestrini si affida al suo istinto per realizzare sorprendenti opere di un arte sempre in movimento che grazie al suo gusto e talento guida magistralmente l’occhio per arrivare a colpire il cuore. In ogni singola opera la sua impronta personale regala freschezza. Opere frutto di una particolare contrapposizione che d’intanto stuzzica e altre volte accarezza i sentimenti: intrigante e sensuale come un’amante segreta riesce sempre a sorprendere, mantenendo allo stesso tempo una sensibile fragilità dal tatto di bambina. Ogni sua opera lascia nella mente più di quanto lo sguardo sia riuscito a catturare. Un mix tra colori kandinskyiani, coinvolgimenti Rothko, allegria/spontaneità beat art e geometrie dal futurismo; il tutto legato da un artista continuamente alla ricerca di evoluzioni visive sempre in grado di regalare risultati tanto fantastici quanto personali. 
Ora siete avvisati, comprare un suo quadro è comprare una parte della sua vita: unico, irripetibile e senza valore. Bando alle parole e lasciatevi catturare, abbandonare, e perché no ipnotizzare, dall’ intimissimo tocco di Laura Palestrini.

Albert Red

Roma, città eterna dall’affascinante confusione, è un insieme di storie, gloriose decadenze, sfumature inaspettate e sensazioni ataviche. La culla naturale per le materiche pitture di Laura Palestrini, decoratrice e restauratrice nella vita e nell’arte, la quale riscalda la fine dell’estate romana con una mostra che ripercorre il suo personale viaggio di scoperta emozionale ed esperienziale. Sinteresi è una mostra caratterizzata da un’estetica potente e segnata da forti contrasti espressivi, dove le tele prendono vita conservando, nella loro ricca materialità, la bellezza. La pulsione pittorica trova il suo alfabeto nella potenza del colore, il quale esplode all’improvviso sulle tele creando un ritmo estatico, interrotto da opere più pragmatiche e nette, quasi suprematiste. Questa altalena compositiva, che accompagna l’osservatore come una sinfonia espressionista, è il risultato del personale sentire dell’artista, nei momenti più differenti. Con queste intime rivelazioni di godimento visivo, ci vengono aperte le porte alla dimensione interiore della pittrice, filtro attraverso il quale il mondo diventa una proiezione della sua coscienza individuale, un mondo che si sorprende nuovo ogni giorno. Nel complesso, i lavori mantengono in comune soltanto l’uso del colore, diventando capitoli di un unico libro, ricco di ricordi policromi, vissuti in modi e stati d’animo dissimili. Singolarmente, ogni dipinto è una delicata epifania letteraria, un’estasi di colore che raffigura particolari momenti d’improvvisa percezione, unici e irripetibili nella loro intensità emotiva. L’artista insegue la possibilità di capire, di sbagliare, di creare disordine e bellezza, inciampando a volte anche nella verità. Abbandonando ogni canonico protocollo, il suo vivace caos interiore ha la meglio sulla razionalità di forme e linee, svelando con sottigliezza colori dorati di mattine nere, increduli vortici di sfumature ardenti, commosse cascate che indugiano sulle porte dell’astrazione, portando alla mente le parole di Nietzsche: ‘Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.’

Clarissa Tempestini